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Introduzione

Sappiamo che nel nostro tempo la sequela di Cristo è dono sempre più prezioso e che la risposta alla nostra chiamata è continuamente esposta al rischio di affievolirsi: decidiamo, quindi, d’impegnarci ad un confronto costante con questi intenti che, ben lontano dall’indicare la perfezione, ricordano alcuni punti fermi del modo col quale la nostra comunità desidera vivere la fede.
Con questo non vogliamo caricare le nostre spalle con impegni troppo gravosi, bensì aiutarci a fare con gioia e costanza quanto ci è dato per grazia di compiere.
Questa dichiarazione sia accolta come un piccolo dono che la comunità fa a ciascuno dei suoi membri, in vista della crescita del dono della sequela e della Chiesa di Cristo.
Sia oggetto di costante confronto, privato e comunitario: è il riferimento più concreto per la crescita della nostra comunità.

 

Il pellegrino

Desideriamo concepire l’appartenenza al Pellegrino come occasione preziosa per crescere insieme nella maturità della fede.
Appartenenza ad un luogo di formazione permanente nell’ascolto della Parola, nella catechesi, nello scambio caritatevole continuo, nella preghiera e nella vita sacramentale.
Appartenenza ad un’esperienza di vita comunitaria che, nel confronto reciproco, ci sostenga nella fede e dia visibilità a ciò in cui crediamo.
Questo significa accettare umilmente di recuperare il senso profondo di quelle dimensioni che caratterizzano la vita cristiana ed ecclesiale: impegno all’assiduità nell’ascolto della Parola e nella preghiera, alla partecipazione ai sacramenti, alla catechesi, la fedeltà ad un ambito di servizio.

 

La liturgia

Consapevoli che la liturgia è alimento insostituibile per la vita di ciascuno e insieme luogo in cui ogni vissuto personale e comunitario s’innesta nel mistero di Cristo, facciamo nostro l’impegno costante a dare dignità alla celebrazione eucaristica facendola precedere da alcuni minuti di silenzio, curando a turno la preparazione delle letture e dei canti, impegnandoci ad una partecipazione più attiva, favorendo la partecipazione dei bambini affinché s’inserisca armonicamente nella celebrazione.
Ricordiamo sempre che per la nostra configurazione ecclesiale la celebrazione dell’eucaristia in comunità è dono ancor più prezioso e men che mai scontato.

 

La preghiera

Intendiamo dare spazio e importanza alla preghiera, facendo nostre le parole del nostro Vescovo:
Nella persona umana decisivo è il ‘cuore’, l’interiorità. E’ il luogo delle decisioni libere, degli affetti profondi che cambiano la vita e dei grandi orientamenti che danno senso alla storia. Tutta la vicenda umana si gioca nell’intimo dell’uomo. La Parola di Dio che illumina e salva è destinata al cuore umano, lo tocca nell’intimo e lo trasforma. Di qui la fondamentale importanza del silenzio, dell’attenzione vigile, della riservatezza e disponibilità interiore di fronte a Dio che si comunica: in una parola, l’importanza della dimensione contemplativa della vita” (C.M. Martini, Ricominciare da Dio, 1.3.1).

Questo significa per noi costante impegno nella preghiera della Parola, nella vita quotidiana e nelle occasioni comunitarie, attenzione anche a forme semplici di preghiera famigliare, ricerca di alcuni momenti di preghiera prolungata (ritiri).
La comunità ha sperimentato la difficoltà di questi propositi, si obbliga, perciò, a dedicare costante attenzione a questo aspetto della vita di fede, approfondendone i motivi di difficoltà e favorendo lo scambio fraterno delle esperienze.
Per le medesime ragioni ognuno ricerchi forme di guida o direzione spirituale che, nel rispetto delle scelte operate dalla comunità, aiutino il cammino individuale.

 

L’esperienza comunitaria

Consapevoli del carattere fondamentalmente comunitario della vita cristiana e memori del valore dell’esperienza di vita comunitaria stabile realizzata negli scorsi anni, ci impegniamo a realizzare forme via via più significative di apertura e di scambio reciproco, facendoci carico del cammino comune, nel portare insieme i pesi che gli inconvenienti della vita ci destinano e di gioire delle cose buone che Dio ci manda.
Infatti, la possibilità di relazioni fraterne è dono di Dio, fonte di gioia (Sal 132) e preziosa occasione di crescita umana e spirituale. Per questo desideriamo trovare modalità comuni di testimonianza che rafforzino la carità e rappresentino anche visibilmente la tensione comunitaria.

 

La diaconia

La dimensione del “servizio” sia preoccupazione costante nella nostra vita; sia commisurata alle energie e alle disponibilità delle situazioni in cui viviamo, senza mai venire meno.
La comunità reputa fondamentali e di grande attualità storica l’attenzione alle problematiche della mondialità e dell’educazione; esse non esauriscono, tuttavia, le possibilità della diaconia, che è esercitabile in molti modi: assumendo servizi stabili a favore della vita comunitaria o della Chiesa locale, nelle diverse occasioni d’impegno a favore della giustizia offerte dalla società civile, o ancora quale dimensione del proprio impegno professionale (ecc.).

 

L’appartenenza alla chiesa locale

Sappiamo che la nostra esperienza di vita cristiana ha senso e valore in quanto parte della Chiesa Milanese e Canturina, con la quale vuole condividere l’impresa della “nuova evangelizzazione”.
Non vogliamo vivere la nostra particolarità come privilegio, bensì come onesta ricerca di una forma di cristianesimo che tenga conto delle prossime sfide che la diminuzione del numero di sacerdoti e la crescente secolarizzazione propongono alla nostra Chiesa. C’impegniamo, quindi, ad una costante attenzione al magistero ambrosiano e universale, alle ricchezze e ai bisogni della nostra Chiesa locale, a ricercare occasioni, anche personali, di scambio e di collaborazione.

Da queste scelte speriamo la nostra conversione e l’edificazione della comunità.
Voglia Dio Padre, nella sua infinita bontà, benedire queste nostre intenzioni!